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  • martino pillitteri

Efficacia made in China vs made in the West


Il processo che porta alla formulazione di una strategia efficace dà molta importanza alla tempistica e al budget. Si cerca di raggiungere l’obiettivo / target nel modo più celere possibile con investimenti contenuti e ridotti al minimo sindacale.

Ragionando per causa ed effetto, si cerca di prevedere le condizioni di mercato a monte ed agire in modo che i risultati aspettati giungano di conseguenza. In soldoni: se operiamo in un determinato modo, conseguiremo il risultato auspicato.

Il limite di questo modello particolarmente caro agli anglosassoni è quello di rimanere spiazzati davanti alle situazioni che non erano state preventivate.

I cambiamenti inaspettati mettono le aziende non strutturate e con budget limitati nella condizione di essere travolte da eventi e cambiamenti imprevisti. Morale della favola: non c’è budget, tempo ed expertise per elaborare un piano B ed adattarlo in corso d’opera. Fine della corsa. Orvour !


Come insegna il filosofo e sinologo Francois Jullien, per i cinesi una strategia efficace si basa sul potenziale di situazione.

In Cina non si pianifica sulla base di un modello causa ed affetto, piuttosto si elabora una strategia o un piano d’azione di ampio respiro che preventiva potenziali cambiamenti e condizioni con relative conseguenze e ricadute. Non si sa quali esse saranno, ma si parte dalla consapevolezza che il piano concepito a monte sarà deviato e influenzato da eventi imprevedibili.

L’efficacia cinese è la capacità di esplorare e valorizzare le risorse e le potenzialità che le nuove situazioni offrono.

Non si procede per proiezioni ma per rivelazioni, traendo vantaggio dalle circostanze e non dalla pianificazione.

Questa condotta permette alle aziende di non sbattere conto il muro delle nuove situazioni, o almeno di avere budget e flessibilità per reagire e ripartire.

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