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  • martino pillitteri

Vuoi vendere agli asiatici? Licenzia le commesse cinesi


Discreta ma sempre presente, poliedrica, professionale, instancabile.

Altri segni particolari: occhi a mandorla, mandarino impeccabile e in qualche caso difficoltà a pronunciare la ERRE quando parla in italiano. Un vero capitale umano e professionale per i negozi frequentati dai turisti cinesi.


Chi non vorrebbe una commessa così?

Lin, turista cinese di Shanghai, e la sua amica Zhen, mi hanno invece convinto che le commesse cinesi possono essere un deterrente per i chinese shopper in Italia. “Quando vediamo commesse cinesi “spiega Wen", andiamo a cercare un altro negozio con personale italiano. Il motivo? Ogni anno veniamo in Italia per fare shopping non tanto per i prodotti ma per l’atmosfera e l’esperienza. Vogliamo sentirci in Italia anche dentro gli store e gli outlet. Vogliamo respirare l’atmosfera italiana a 360 gradi. La presenza di commesse cinesi che ci parlano in mandarino svaluta l’esperienza d’acquisto e la rende meno unica. Se non cercassi un ambiente 100% italiano farei shopping a Dubai o a New York”.


E vogliamo parlare anche dell’aspetto relativo alla pressione per vendere?

Secondo Zhen, le commesse cinesi assunte proprio per assistere i connazionali, soffrono una certa ansia di prestazione causate dalle forti aspettative di vendita proprio nei confronti dei clienti cinesi. “Sono molto pushy (insistenti) e ci mettono molta pressione per convincerci a comprare. Se non vendono temono di perdere la faccia con i loro capi e le altre colleghe. Mi sento più a mio agio e meno pressata con le commesse italiane o di altre nazionalità”.


E con questo vostro onore, non ho null’altro da aggiungere.



PS: Vendere alle cinesi senza personale cinese? Qualche dritta in questo articolo.


Martino Pillitteri


Foto: getty

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